Tre consigli per migliorare l’Employee Engagement
Employee Engagement
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Ecco tre consigli molto pratici per migliorare l’Employee Engagement nella vostra azienda. Se vi state domandando se effettivamente l’employee engagement sia importante per la vostra azienda, la risposta è sì, indipendentemente dalle dimensioni e dalla struttura dell’azienda stessa.

Si tratta tra l’altro di un tema particolarmente caldo, dopo tutti i mesi vissuti all’insegna del remote working, spesso ancora confuso con lo smart working. Va considerato a tutti gli effetti un elemento fondamentale, a volte trascurato, che da sempre ha un peso notevole sulle possibilità di crescita e sviluppo delle aziende.

Parliamo molto più frequentemente di Employer Branding per attrarre i talenti, ma se poi in azienda non c’è un reale “progetto” di Employee Engagement è difficile conseguire risultati ambiziosi ed è invece assai facile che i talenti lascino l’azienda, disperdendo gli investimenti fatti fino a quel momento.

Da una ricerca mirata, risulta che ben il 68% dei dipendenti non si sente coinvolto nel business dell’aziendaQuesto comporta un evidente danno nello sviluppo di qualsiasi progetto di crescita. Un dipendente che si senta poco coinvolto nella propria azienda farà fatica a partecipare attivamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Tre consigli pratici per migliorare l’Employee Engagement

Vi suggeriamo di approfondire l’argomento leggendo il libro “Employee Engagement for dummies” di Bob Kelleher, scrittore e keynote speaker esperto di Leadership ed Engagement. Potrete trovare anche alcuni interessanti spunti di riflessione  in questo suo articolo: Employee Engagement for dummies cheat sheet.

Dall’articolo abbiamo estratto tre semplici ma utili consigli pratici per migliorare l’Employee Engagement:

1. Trovate un Engagement Ambassador.

Così come si fa con i brand ambassador, potete identificare una o più persone all’interno dell’azienda che diventino ambasciatori dell’engagement! Saranno persone già chiaramente e spontaneamente molto impegnate all’interno dell’organizzazione e che si sentono legate all’azienda. Questo tipo di dipendente può diventare un vero alleato.

2. Coinvolgete le famiglie.

La famiglia gioca ovviamente un ruolo importante nella vita del dipendente e nel modo in cui questi percepisce il suo lavoro e l’azienda. Si tratta di un elemento che non va ignorato ma anzi può diventare un’ occasione di engagement. Per esempio, quando un dipendente lavora fino a tarda sera o durante il fine settimana, si può inviare una nota scritta a mano al coniuge ringraziando il tempo familiare concesso all’azienda e sottolineando quanto sia stato importante l’apporto del dipendente. Se questa vi sembra una modalità di interagire con le famiglie troppo lontana dal vostro stile, prendete in considerazione l’idea di consentire ai dipendenti di portare i propri partner o anche i propri figli ai piccoli eventi motivazionali o ai viaggi d’incentivazione che organizzate in azienda.  

3. Tenete in considerazione il parere degli scettici.

Sarà meglio non ignorare il parere dei dipendenti che mostrano scarsa convinzione. La chiarezza e la coerenza del  messaggio aziendale possono dissipare i loro dubbi e superare le loro aspettative. In questo modo gli scettici potranno diventare loro stessi Engagement Ambassador! Ci sono molte cose che un’azienda può fare per far sentire coinvolti i propri dipendenti e non va dimenticato che si possono anche implementare sistemi di feedback, piccole indagini per riscontrare eventuali problemi e dare al dipendente l’occasione di sentirsi ascoltato anche su temi molto pratici.

Prima di chiudere, ecco una domanda su cui riflettere: “in quali aziende italiane ci sono, secondo voi, progetti di Employee Engagement efficaci?”

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