La Leadership Femminile in Italia
Leadership Femminile

La leadership al femminile è un tema attuale per le aziende di tutte le dimensioni. Infatti, l’attuale situazione delle donne al lavoro è ben lontana dalla parità di genere.

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Empowerment e leadership femminile: cos’è? 

Più diritti per me, non significa meno diritti per te”: è questa la frase che sottolinea Margaret Johnston-Clarke, Head of Global Diversity and Inclusion di L’Oréal, sull’empowerment e la leadership femminile.

L’Empowerment Femminile è un processo di crescita mirato ad aumentare il senso di fiducia delle donne nelle proprie capacità. Si basa sull’incremento dell’autostima, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione. 

La leadership, invece, è la capacità di una persona all’interno di un’organizzazione o di un gruppo di rappresentare e trasmettere quei valori che aiutano il team a sentirsi motivato al raggiungimento degli obiettivi. In sintesi, un leader è una persona che riesce ad influenzare il comportamento di una squadra e guidarla verso uno scopo comune.

La leadership femminile è una conseguenza dell’empowerment: per raggiungere la parità di genere in contesti manageriali, bisogna spingere le donne alla leadership, oltre a sensibilizzare la società e le aziende. 

La leadership femminile in azienda

Il ruolo manageriale è sempre stato considerato un ruolo maschile. Agli uomini vengono attribuite caratteristiche come la razionalità, un maggior distacco, l’orientamento al compito e un focus sulla performance. Queste qualità sono tipiche del leader “classico”, per il raggiungimento veloce degli obiettivi. 

Comunque, queste caratteristiche non sono più sufficienti per guidare i team in un contesto mutato: è qui che una nuova immagine della leadership, più femminile, diventa essenziale

Motivi per cui le donne possono essere manager di successo 

Per molto tempo si è pensato che le donne non avessero le caratteristiche  per guidare un team al raggiungimento di obiettivi sfidanti. Per fortuna, è in atto un cambiamento epocale che sta portando tante manager a capo di aziende di successo.

Ecco alcune  caratteristiche che rendono le donne adatte a ruoli manageriali: 

  • Sono empatiche e hanno una grande intelligenza emotiva;
  • Sono dotate di capacità di ascolto e doti comunicative;
  • Sono orientate a lavorare in team;
  • Sono motivate dalle sfide e hanno una visione del futuro ottimista;
  • Non hanno paura di fallire;
  • Riescono a gestire bene le situazioni di crisi;
  • Hanno un grande senso etico;
  • Sanno “andare al punto”;
  • Riescono ad equilibrare la vita lavorativa e la vita privata più facilmente. 

Non tutte le donne hanno queste capacità, ma spesso sono quelle che si ritrovano nelle donne manager. 

La situazione in Italia delle donne manager 

Le statistiche attuali lasciano l’Italia indietro. Infatti, in Italia le donne manager sono passate nel 2021 dal 28% al 29%, ma la media mondiale è al 31%. La Francia è al 33%, il Regno Unito al 37% e la Germania al 38%. 

Il Soffitto di cristallo: una barriera trasparente per la leadership femminile

Il soffitto di cristallo è quella barriera, apparentemente invisibile come il cristallo, ma che rappresenta comunque un ostacolo alla salita, soprattutto per arrivare in posti manageriali. Questo ostacolo non è soltanto fisico, ma anche sociale, culturale e psicologico. 

Nei contesti in cui le donne si ritrovano con il soffitto di cristallo, per essere competitive quanto i colleghi uomini, devono essere disposte ad assumere ritmi di lavoro più intensi e senza limiti di orario.

Esiste un indice del “soffitto di cristallo” basato su dati come: 

  • istruzione,
  • percentuale di lavoratrici donne,
  • stipendi,
  • servizi e costi di assistenza infantile,
  • diritti e congedi di maternità,
  • rappresentanza femminile in posti di alto livello.

Le Quote Rosa, o “Quote di genere” 

Le quote rosa, anche chiamate “quote di genere”, sono i provvedimenti adottati nei consigli di amministrazione per introdurre una certa percentuale di persone di un dato genere nei contesti lavorativi.

Queste leggi hanno l’obiettivo di ottenere un equilibrio a favore della parità di genere, ma crea diversi problemi fra le persone. 

Il primo problema delle quote rosa è che ricordano che la parità di genere non c’è. Per le donne questa affermazione è un problema, perché sembra che ci sia bisogno di una legge affinché le donne arrivino a posizioni manageriali.  

Il secondo aspetto è la meritocrazia: una persona non deve essere scelta per il suo genere, ma per le sue capacità.  

Smart Working: l’arma vincente delle donne 

A causa della pandemia, il telelavoro è entrato a far parte della quotidianità nel lavoro di molte persone. Comunque, il telelavoro non sembra essere il futuro del lavoro. È qui che lo Smart, Agile e Remote Working diventano una soluzione per continuare a lavorare da remoto ed ottenere migliori risultati. 

Lo Smart Working potrebbe essere l’arma vincente delle donne perché permette di avere un miglior equilibrio tra la vita privata e il lavoro. Infatti, molte donne manager sono madri, e anche se la crescita dei figli non corrisponde soltanto alle figure materne, nei primi anni di vita la loro presenza è molto importante. 

3 esempi di leadership femminile in Italia 

Oltre alle famose Chiara Ferragni e Miuccia Prada, CEO e imprenditrici italiane, esistono donne manager che in questo 2021 sono diventate punti di riferimento per l’empowerment femminile. 

Vi presentiamo 3 donne che sono riuscite ad abbattere le barriere:

Barbara Cominelli

Esperta di marketing e digital transformation, Barbara Cominelli è diventata a novembre 2020 CEO di JLL, società che si occupa di consulenza e servizi immobiliari e che è stata scelta per guidare una trasformazione digitale improntata sulla sostenibilità. 

Prima, Barbara è stata Marketing and Operations Director per Microsoft Italia, oltre ad essere Director of Digital, Commercial Operations and Wholesale di Vodafone Italia. 

Cristina Mollis

Specializzata in consulenza aziendale, analisi e valutazione di business, strategie digitali ed e-commerce, Cristina ha fondato la startup Nuvò per aiutare le imprese nella loro transizione verso il digitale e l’innovazione. 

Nel 2015 la sua attività è entrata a far parte di H-FARM, diventando il direttore di H-Farm Industry. Inoltre, fa parte del Cda di Triboo, sempre nel settore della formazione digitale per il mondo dell’imprenditoria. 

Cristina Fogazzi

Conosciuta come “L’Estetista Cinica”, Cristina Fogazzi è diventata famosa tre anni fa attraverso il suo profilo Instagram, nel quale dava consigli ad altre donne per sentirsi più belle, sempre in maniera ironica. L’obiettivo era di sfatare falsi miti e leggende per quanto riguarda il mondo dell’estetica. 

E grazie a  questa attività che ha lanciato la sua linea di prodotti, Veralab, raggiungendo un fatturato di 10 milioni di euro nel 2020, grazie ad una strategia digitale vincente. 

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