Le aziende cercano professionisti S.T.E.M.

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Chi può studi la matematica!

Ve lo dice uno che ha fatto il liceo classico e questo può far sorridere. Eppure emerge in modo chiaro che le aziende cercano professionisti S.T.E.M., ossia i laureati in discipline scientifiche: Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

L’innovazione tecnologica sta rivoluzionando il mondo del lavoro e, di conseguenza,  le competenze richieste.

Infatti, il rapporto del 2016 del WEF già anticipava già l’importanza di professionisti con formazione in queste discipline nella quarta rivoluzione industriale. Allo stesso tempo, metteva in guardia sulla mancanza di questi profili sia negli Stati Uniti che qui in Italia.

In Europa la previsione sul divario tra offerta e domanda, specialmente per quanto riguarda gli ingegneri e i matematici, si aggirava intorno al 14%. A livello italiano questa differenza tra domanda e offerta è ancora più marcata: soltanto 27% degli studenti italiani sono iscritti a percorsi formativi STEM cioè 1 su 4.

Quindi, a livello lavorativo questo si traduce in una grande difficoltà da parte delle aziende di reperire profili STEM. Da un rapporto Deloitte emerge infatti che un’azienda su quattro ha riscontrato difficoltà nel selezionare questi professionisti. Lo sbilanciamento tra laureati e figure professionali disponibili è evidenziato anche dal Report Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

Quali sono le figure professionali più richieste nel 2020?

Attualmente le figure professionali più ricercate e più difficili da trovare sul mercato del lavoro sono:

  1. ingegneri meccanici
  2. ingegneri nell’automazione industriale
  3. ingegneri nell’ICT & Digital Transformation

L’Osservatorio Fondazione Deloitte nel report 2020 sottolinea che a livello nazionale 1 studente su 2 è iscritto a ingegneria. Questo però non basta, perché in realtà soltanto 1 studente su 10 è iscritto a quelle facoltà ingegneristiche che effettivamente rispondono alla richiesta delle aziende.

E le donne S.T.E.M. in Italia?

Oltre a un gap tra domanda e offerta ne esiste un altro altrettanto marcato: i laureati STEM maschi sono il 59%. 

Viene rilevato un divario di genere notevole e persistente nel settore ingegneristico e scientifico, mentre risulta meno accentuato nei seguenti settori: chimico-farmaceutico, biologico e in architettura, come emerge dal rapporto 2018 sulla condizione occupazionale dei laureati di Almalaurea.

Tuttavia, l’elevato gender gap è riscontrato a livello globale e non solo nazionale.

Quali sono le lauree più redditizie?

Secondo il rapporto Almalaurea del 2020  “I laureati dei gruppi medico (comprese le professioni sanitarie), ingegneria, scientifico, chimico-farmaceutico ed economico-statistico percepiscono, in media, retribuzioni significativamente superiori. Rispetto ai laureati del gruppo politico-sociale, il premio retributivo varia tra 318 e 82 euro mensili netti.” 

Purtroppo anche in ambito retributivo, resiste il gender gap. Si stima, infatti, che  a parità di condizioni, gli uomini percepiscano in media, a un anno dalla laurea, 93 euro netti in più al mese. 

Cosa si può fare per aumentare l’offerta di professionisti STEM? 

In che modo si può combattere  alla radice la scarsità di professionisti STEM a livello di offerta? 

  • Favorendo l’approfondimento delle materie scientifiche a partire dalla scuola primaria.
  • Promuovendo i contatti tra aziende e studenti a partire dalla formazione secondaria
  • Combattendo gli stereotipi associati alle materie scientifiche, esempio sulle donne e le capacità di calcolo.

Quel che risulta cruciale è avvicinare i giovani ai percorsi STEM per costruire un mercato del lavoro in futuro che sia equo ed equilibrato e che sappia rispondere alle esigenze professionali emergenti.

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Autore: Benedetto Caramanna

Autore: Benedetto Caramanna

Managing Director di Sales Line, da oltre vent'anni mi occupo di headhunting e selezione del personale, sia per PMI che per multinazionali.

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